mercoledì 1 maggio 2013

Roberto Bellarosa, la voce del Belgio... un po' italiana


Foto: RTBF

Nome e cognome non lasciano dubbi: lo zampino dei nostri connazionali c'è anche stavolta. Dopotutto, è opinione comune che noi italiani, di voce, ce ne intendiamo. Dopo avere vinto "The Voice Belgique", Roberto Bellarosa si prepara per l'ESC, ma nel frattempo fa due chiacchiere con noi. Ecco la nostra conversazione.

D - Ciao Roberto, ci fa davvero piacere avere la possibilità di questa conversazione con te, e di farti le congratulazioni per essere stato scelto come rappresentante del Belgio all'Eurovision Song Contest di quest'anno.
Dopo avere vinto la prima edizione di "The Voice Belgique", adesso sei diretto a Malmö per sfidare l'Europa. Quali sono le tue speranze e le tue paure?

R - La mia speranza è andare in finale, mi basta quello. Anche solo arrivare in finale è già fantastico.

D - In Italia è iniziata da poco la prima edizione di "The Voice Italy". Le blind auditions sono nuove per noi, quantomeno in un talent show. Come ci si sente a stare lì a guardare il retro di quattro poltrone, sapendo che puoi contare solo sulla tua voce per impressionare i giudici?

R - Bisogna dire che è terrificante, ma è anche vero che è stato in quel momento che ho avuto la conferma che ho una buona voce!

D - Com'è stata in generale la tua esperienza con "The Voice Belgique"? Cos'hai imparato dai tuoi coaches? Ti sei fatto dei buoni amici oppure gli altri concorrenti sono rimasti solo dei buoni conoscenti?

R - Devo ringraziare il mio coach perché da lui ho acquisito molta maturità e sicurezza.  Mi sono divertito molto sul palcoscenico, non pensavo alle telecamere. In realtà non sono diventato amico degli altri partecipanti, ma abbiamo diviso dei bei momenti comunque.

D - Adesso stai per entrare in un mondo completamente diverso, l'Eurovision Song Contest. Come immagini l'ambiente? Sei ansioso di scoprirlo?

R - Sì, sono molto eccitato, ma bisogna dire che da poco ho vissuto un'esperienza simile all'Eurovision in Concert di Amsterdam, con altri 25 Paesi.

D - Hai avuto la possibilità di ascoltare qualcuna delle altre canzoni in gara? C'è un brano o un cantante che ti ha impressionato in modo particolare?

R - Sì, le ho ascoltate, mi piacciono molto la Russia e l'Irlanda.

D - Il tuo cognome è italiano, la tua famiglia ha origini italiane. Sei mai stato in Italia? Quanto sai del Paese, delle abitudini, della lingua e così via?

R - Sono di nazionalità italiana ed entrambi i miei genitori sono italiani, ma sono nato a Huy, in Belgio. Sono stato spesso in Italia. Ci vado ogni estate a trovare i miei nonni a Vico del Gargano. E' un bel Paese. Capisco l'italiano ma lo parlo solo un poco.

D - Leggendo la lista delle tue esibizioni a "The Voice Belgique" trovo canzoni di James Morrison, Chris Isaak, John Lennon, Stevie Wonder, Johnny Halliday... Immagino che queste esibizioni siano state decise insieme ai tuoi coaches fra quelle più adatte alla tua voce, ma, a parte questi nomi, chi sono i tuoi cantanti e gruppi preferiti in assoluto?

R - Sì, è vero, queste canzoni sono state decise insieme ai miei coaches. A parte questi nomi, il mio idolo è Michael Jackson.

D - E la musica italiana? La ascolti mai? Hai dei cantanti preferiti?

R - Sì, i miei artisti preferiti sono Laura Pausini, Tiziano Ferro, Umberto Tozzi ed Eros Ramazzotti.

D - Il tuo nuovo album si chiama "Ma voie", cosa vorresti dirci in merito? Che cosa troveranno in questo CD i tuoi ascoltatori?

R - Il mio primo album è cantato in francese con l'unica eccezione di una cover in inglese. E' un album di canzoni pop francesi con molta emozione.

D - Infine, ma non di minore importanza, naturalmente vorremmo sapere quali sono i tuoi progetti dopo l'Eurovision Song Contest. Concerti, apparizioni televisive?

R - Dopo l'Eurovision, penso che lavorerò a un secondo album prendendomi tutto il tempo necessario. Dopo ciò, molta promozione e un tour, e se possibile farò della beneficienza.

D - Grazie, Roberto, per essere stato così paziente nel rispondere a tutte le nostre domande. Ti auguriamo buona fortuna a Malmö e con la tua carriera futura.

R - E' stato bello rispondere alle vostre domande!

Il nostro grazie, oltre che a Roberto, va anche a Pauline Lavagna e a Katia Mahieu, che hanno reso possibile questa intervista.  

domenica 28 aprile 2013

Who See?: L'ESC è una possibilità che non si può rifiutare

Foto: Risto Bozovic

Se l'Eurovision Song Contest è una grande festa, prepariamoci a festeggiare degnamente! E chi meglio dei Who See?, il duo hip hop montenegrino coadiuvato dalla vocalist Nina Žižić, potrebbe animare il nostro grande party? Intanto abbiamo scambiato due chiacchiere con loro: sentiamo cosa ci hanno raccontato.

D - Salve ragazzi, siamo molto contenti di avere la possibilità di intervistarvi e vogliamo congratularci con voi per essere stati scelti quali rappresentanti montenegrini a Malmö. "Who See?" è un nome particolare. Leggo che siete conosciuti anche come "Who See Klapa". Da dove viene il vostro nome?

R - Se pensi un po' più attentamente ai nomi, ti renderai conto che sono abbastanza banali. Forse sono stati gli indiani d'America i più precisi nel dare nomi alle persone secondo i loro caratteri. Se fossimo indiani, il nostro nome sarebbe "Gruppo divertente che si diverte". E "klapa" è il nome dei gruppi della costa adriatica che cantano la musica tradizionale a cappella. Ci è sembrato divertente aggiungerlo qualche volta, per sottolineare il fatto che anche noi veniamo dalla costa, malgrado la klapa non abbia niente a che vedere con il nostro nome. Il vero gruppo klapa è quello che partecipa quest'anno per la Croazia.

D - Siamo curiosi di sapere qual è stata la vostra reazione quando vi è stato chiesto di rappresentare il vostro Paese all'ESC. L'idea vi è piaciuta subito, avete accettato immediatamente oppure avete avuto dei dubbi in merito?

R - Ci abbiamo pensato ben 15 minuti. L'Eurovision non è molto popolare nel campo della musica hip hop che è quella che noi facciamo, ma si tratta ugualmente della possibilità che nessuno può rifiutare.

D - Come siete venuti in contatto con Nina Žižić e avete deciso di coinvolgerla nel progetto? Da quanto leggo è la prima volta che collaborate, giusto?

R - Il produttore del nostro video ci ha suggerito lei come bravissima vocalist, ed era esattamente quello di cui avevamo bisogno. Sapevamo dall'inizio di avere bisogno di una voce femminile forte per il ritornello, e appena abbiamo sentito cantare Nina abbiamo capito che era quella giusta.

D - "Igranka" vuol dire "festa". Le parole parlano del divertirsi e dimenticare i problemi di ogni giorno ballando, ascoltando musica e stando insieme. L'Eurovision Song Contest è un tipo di grande festa: lo percepite quando cantate la vostra canzone? La musica può unire Paesi diversi?

R - Ci siamo divertiti a mixare stili musicali diversi e ci divertiremo a Malmö quando ci esibiremo davanti ai milioni di spettatori. L'Eurovision è un enorme spettacolo e noi cercheremo di dare il nostro contributo. La musica unisce sempre le persone, è bello che esista qualcosa che ci riunisce. Questa è una ragione di più per far sì che l'Eurovision sia per ogni gusto. La musica cura e riattacca quello che è rotto.

D - E quindi ci farete tutti ballare al suono della lingua montenegrina! E' una bellissima scelta: ci si aspetterebbe che una canzone da party come la vostra fosse cantata in inglese per renderla più "internazionale", voi invece avete deciso per la vostra bella lingua. Come avete preso la decisione di cantare in montenegrino?

R - Se la gente di questo pianeta parlasse un'unica lingua, probabilmente ci capiremmo meglio e non ci sarebbero problemi. Malgrado questo, le nostre storie e i nostri problemi non suonano bene in inglese, che è la lingua universale di oggigiorno. Siamo diventati popolari nel Montenegro perché non copiamo lo stile hip hop di New York, ma vi abbiamo portato lo spirito del posto nel quale viviamo, quindi le nostre canzoni odorano di mare, sole, buon cibo e belle donne. Non che tutto sia meraviglioso nella nostra vita, ma cerchiamo di essere accattivanti anche nei momenti più duri. Sappiamo esserlo solo nella nostra lingua, il che ammettiamo possa essere un ostacolo a una carriera internazionale.

D -  Entrambi, Dedduh e Noyz, avete anche inciso qualcosa separatamente. E' facile seguire due carriere, quella comune con i Who See? e quelle distinte?

R - In realtà non abbiamo carriere soliste, ma a volte uno di noi si unisce al progetto di qualcun altro al di fuori del duo. Siamo un duo senza timone e navigheremo così ancora per molto tempo. Ci stiamo preparando per il terzo album che sarà molto migliore degli altri due.

D - Bene, adesso, destinazione Malmö. Come vi sentite? Cosa vi aspettate da questa esperienza? Come immaginate l'ambiente, i vostri impegni, tutto?

R - Conosciamo già i nostri impegni giornalieri a Malmö, quindi quando avremo finito il lavoro del giorno speriamo di andare in giro e a divertirci con altri protagonisti dell'Eurovision. La partenza si avvicina sempre di più e siamo eccitati di diventare parte dello show. Ci aspettiamo di arrivare in finale e di non deludere il pubblico.

D - Avete avuto la possibilità di ascoltare le altre canzoni in gara? Ci sono canzoni che vi piacciono particolarmente? Avete idea di chi possa vincere?

R - Sì, abbiamo ascoltato tutte le canzoni, ci piacciono soprattutto la Norvegia, la Grecia, l'Italia.

D - Parlando della vostra musica, quali sono gli artisti dai quali vi sentite più influenzati e quelli che amate ascoltare nel tempo libero?

R - Non ci sono artisti che possiamo nominare in particolare. L'hip hop è una visione soggettiva del mondo, quindi ascoltiamo molte cose e mettiamo nella nostra musica quello che ci colpisce di più.

D - Visto che il Montenegro è molto vicino all'Italia, scommetto che vi capita spesso di ascoltare musica italiana. Vi piace? Ci sono artisti che preferite?

R - L'Italia ha sempre avuto un'influenza culturale sul Montenegro, specialmente per quanto riguarda la musica. I nostri festival musicali sono concepiti sul modello di Sanremo. Essendo artisti hip hop non siamo particolarmente entusiasti della musica pop. Fra gli artisti italiani amiamo Jovanotti, è forte.

D - Grazie per essere stati così gentili nel rispondere alle nostre domande! Buona fortuna a Malmö e per la vostra carriera!

R - Grazie anche a voi, a presto!

Ringraziamo ancora i Who See?, e un grazie di cuore anche a Milica Fajgelj che ha reso possibile questa intervista.     

Crisi? Non per Raphael Gualazzi: pienone al Verdi di Firenze

Ciao a tutti, oggi sono io, la presidente Cristina, a scrivervi due parole su di un evento che, se non possiamo definire "eurovisivo" nel senso stretto del termine, riguarda pur sempre uno dei nostri rappresentanti. Infatti, ieri sera ho raggiunto il Teatro Verdi di Firenze per una tappa del tour "Happy Mistake" del nostro Raphael Gualazzi.

Primo concerto "ufficiale" a Firenze, come Raphael ha tenuto a sottolineare; in effetti, prima d'ora avevo potuto ascoltarlo a Fiesole e a Prato, ma mai nella mia bella città. Era giunto quindi il momento di colmare questa grave lacuna.

Prima che si alzasse il sipario, quando le luci hanno iniziato ad abbassarsi, ho volto lo sguardo intorno, e, credetemi, mi è venuto spontaneo sorridere. Conosco bene il Teatro Verdi, e anche nella scorsa stagione l'ho frequentato sia per i 12 spettacoli in abbonamento che per alcuni al di fuori: era per me motivo di tristezza constatare ogni volta che il "tutto esaurito" era un ricordo di stagioni passate, e che, anzi, spesso i loggionisti venivano fatti scendere in platea per colmare i vuoti, malgrado la quasi sempre ottima qualità degli spettacoli e degli interpreti. Ebbene, ieri sera platea, galleria e palchi erano stracolmi, un affollamento non eguagliato neppure dalla pur eccellente affluenza riscontrata per il recital di Massimo Ranieri, altro nostro ex rappresentante. 

Se qualche malignetto aveva il dubbio che molti fossero in teatro per effetto di biglietti omaggio o superscontati, è bastato che le luci si spegnessero del tutto perché un'ovazione che rasentava l'isteria lo dissipasse. Il teatro era stracolmo di fans entusiasti, non di semplici curiosi. In barba alla crisi, il pubblico è accorso in massa per ascoltare il nostro eroe del ritorno italiano all'ESC. Accompagnato dalla sua jazz band e da tre coriste, Raphael ha fatto il suo sorridente ingresso sul palco e si è seduto al pianoforte.

E' vero: Raphael non parla quasi mai. Ma perché dovrebbe? E' la musica a parlare per lui. Di quali discorsi abbiamo bisogno, quando possiamo ascoltare le note che escono dalla tastiera sotto il tocco nervoso e preciso delle sue mani sapienti?

Inizia sicuro con "L'amie d'un italien", ovviamente eseguita da solo, prosegue con "Don't call my name" e ci risveglia meravigliosi ricordi con la versione bilingue di "Madness of love". Non mancano, ovviamente, i due pezzi presentati all'ultimo Festival di Sanremo: "Senza ritegno" e "Sai (ci basta un sogno)". Le due ore di concerto sono naturalmente in gran parte dedicate all'ultimo CD "Happy mistake", anche se ci sono ottime eccezioni come "Love goes down slow", "Reality and fantasy" e le due "donne della sua vita", "Carola" e "Lady O".

Tre bis, fra i quali una fantasia su temi di "Amarcord", e poi un sorridente ed elegante saluto. Troppo poco per non lasciarci la voglia di ripetere l'esperienza alla prossima occasione. Intanto, godetevi questo filmato artigianale che sono riuscita a rubare... senza ritegno.


venerdì 26 aprile 2013

I 12 punti di OGAE Italy a San Marino!

Come ogni anno in questo periodo tutti i fan club OGAE votano i previews delle canzoni dell'Eurovision Song Contest per eleggere la loro preferita alla vigilia dell'evento.

39 i paesi in gara quest'anno e 39 sono anche i fan club OGAE che prendono parte a questo International Poll, tra cui ovviamente OGAE Italy.

Nel nostro club hanno votato 59 persone (24 via mail e 35 di persona al meeting di Torino di sabato scorso) e la nostra preferita (a cui andranno i classici 12 punti) è "Crisalide" di Valentina Monetta, la canzone dei nostri cugini sammarinesi.



A seguire sul podio la Norvegia "I feed you my love" di Margaret Berger e al terzo il Regno Unito "Believe in me" di Bonnie Tyler, che evidentemente esercita ancora molto fascino sui nostri iscritti. Solo quarta la Danimarca "Only teardrops" di Emmelie de Forest, gran favorita dai bookmakers e in testa al sondaggio negli altri club OGAE.

Ricordiamo che ovviamente il nostro club non poteva votare la canzone italiana "L'essenziale" di Marco Mengoni.

Ma eccovi la classifica completa con i punti attribuiti dalla nostra giuria:

1
San Marino
12 punti
2
Norvegia
10 punti
3
Regno Unito
8 punti
4
Danimarca
7 punti
5
Paesi Bassi
6 punti
6
Georgia
5 punti
7
Germania
4 punti
8
Islanda
3 punti
9
Azerbaigian
2 punti
10
Francia
1 punto
11
Svizzera
12
Austria
13
Ucraina
14
Spagna
15
Russia
16
Grecia
17
Irlanda
18
Ungheria
19
Malta
20
Svezia
21
Israele
22
Estonia
23
Moldavia
24
Belgio
25
Cipro
26
Croazia
27
Slovenia
28
Finlandia
29
Albania
30
Lituania
31
Armenia
32
Serbia
33
Macedonia
34
Bielorussia
35
Bulgaria
36
Montenegro
37
Lettonia
38
Romania

Congratulazioni a Valentina Monetta e a San Marino per il meritato primo posto e ricordiamo che non si tratta solo di un'affinità linguistica visto che "Crisalide" sta ottenendo risultati clamorosi in ogni club. Vi ricordiamo che potete continuare a seguire i risultati degli altri club in questa pagina di OGAE International, in bocca al lupo a Valentina e a Marco! 

giovedì 25 aprile 2013

La bella Padova ospita il meeting per la finale dell'ESC


Quest'anno il tradizionale meeting di OGAE Italy per la visione della finale dell'ESC è organizzato dal nostro Alberto Leone nella bellissima città di Padova. Eccovi qui di seguito il suo comunicato. Come sempre, siete tutti invitati! Basta contattare Alberto e prepararsi a vivere una giornata, o più giorni, tutti insieme in allegria.

Se non vai a Malmo vieni a Padova! Staremo assieme per seguire l'evento e tifare Italia assieme: il meeting a Padova del 18 maggio 2013!!! Oltre alla serata televisiva, si prevedono giochi e piacevoli momenti di incontro tra noi!

Le quote di partecipazione sono fissate come segue:

- Partecipazione al meeting con cena: € 50,00
- Pernottamento una notte in camera doppia, colazione, meeting e cena: € 115,00 a persona
- Pernottamento una notte in camera singola, colazione, meeting e cena: € 162,00 a persona
- Pernottamento due notti con arrivo venerdì sera in camera doppia, colazione, meeting e cena: € 179,00 a persona
- Pernottamento due notti con arrivo venerdì sera in camera singola, colazione, meeting, cena: € 274,00 a persona

Parcheggio gratuito non custodito.

L'hotel che ci ospiterà è l'Hotel NH Mantegna di Padova.

Vi chiedo gentilmente di cominciare fin d'ora a confermare, prima possibile, la vostra partecipazione e il tipo di servizio di cui intendete usufruire (solo meeting, pernottamento e in quale camera, esigenze particolari…) all'indirizzo e-mail albertoleone73@gmail.com Vi darò conferma dell'avvenuta ricezione.

Vi chiederei inoltre di volermi inviare anche il pagamento così posso girarlo all'hotel. Con la mail di conferma ricezione vi invierò i dati del conto corrente.

Devo dare una conferma DEFINITIVA entro FINE APRILE per cui oltre questa data non posso garantire le camere.

Chiaramente qualora desideriate portare amici sono i benvenuti!!!

Il SABATO mattina, per chi può e vuole e arriva venerdì sera, giro per Padova con me come guida. E se ci organizziamo andiamo tutti a cena fuori insieme il venerdì sera.

Spero di ricevere parecchie adesioni, sono felice di organizzare il primo meeting veneto, e per chi non conosce la città di Padova ci sono parecchie belle cose che si possono organizzare.

Alberto

mercoledì 24 aprile 2013

Videointervista a Jacopo Massa al meeting torinese di OGAE Italy

Cosa si fa alla fine di una festa? La musica è finita, gli amici se ne vanno, ma spesso non si ha voglia di andare a dormire. Allora ci si siede nella sala ormai vuota e si fanno quattro chiacchiere, giusto per prolungare la serata.

E' quello che è successo alla presidente Cristina e a Jacopo Massa, alla fine del meeting torinese. Davanti a una platea deserta e ai tavoli ancora semiapparecchiati, si sono messi a parlare della carriera e dei progetti di Jacopo da solo e con i Litesound.

Ascoltateli! Buon divertimento!

 

martedì 23 aprile 2013

Il meeting torinese con Tonina Torrielli e Jacopo Massa: Valentina racconta...

Eccoci qua! Sono passati due giorni dal nostro preview party a Torino, e ancora non se n'è andata l'iniezione di adrenalina provocata dalla gioia dello stare insieme e dalla disponibilità degli ospiti che hanno impreziosito e animato la nostra giornata!


Ma lasciamo che sia l'organizzatrice dell'evento, la nostra Valentina Ruffinatto, a raccontare tutto quello che è successo e che ha provato:


"Emozioni. Penso sia la parola chiave di questo meeting appena concluso. O per dirla alla Jacopo Massa un’energia emotiva. Ed è una Valentina ancora emozionata quella che scrive questo articolo. Emozionata per tutto quello che è successo nel week-end appena trascorso e felice per il calore con cui OGAE Italy ha risposto al meeting di Torino 2013.


Incontro presso l’Hotel La Darsena di Moncalieri e visione dei previews per la votazione dell'OGAE Poll. All’improvviso una telefonata e una corsa su per le scale della scrivente con la nostra presidentessa Cristina e il vice presidente Alessandro ha scosso la tranquillità del pomeriggio. Lei era lì. Non ci sembrava possibile ma era lì davanti ai nostri occhi nella hall dell’albergo. Distinta, con l’eleganza di una signora di altri tempi e lo sguardo un po’ interrogatorio e un po’ curioso (in realtà abbiamo poi scoperto che non aveva chiaro di cosa ci occupassimo e questo spiega sicuramente lo sguardo). Lei è Tonina Torrielli, mitica prima rappresentate italiana all’Eurovision song contest del 1956.



Tonina Torrielli intervistata da Cristina e fotografata da Valentina

Una sorpresa. Un’emozione appunto. È entrata nella sala accolta da una standing ovation, il passo reso un po’ incerto da una brutta caduta lo scorso anno. Ci ha guardati e, un po’ timorosa, ha iniziato a rispondere alle domande di Cristina. Poi si è lasciata andare ai ricordi. E davanti ai nostri occhi è apparsa una giovanissima Tonina Torrielli in periodo di guerra mentre cantava accompagnata da un soldato americano alla chitarra, ed era la stessa Tonina che si commuoveva all’idea dello stesso soldato che doveva partire per andare in Corea. Chissà che fine avrà fatto quel giovane soldato che ha fatto scoprire alla nostra rappresentante l’amore per la musica e a cui dobbiamo la carriera della signora Torrielli. E poi un susseguirsi di scene. Una Tonina che lavora alla Novi di Novi Ligure insieme ad altre ragazze giovani come lei, una Tonina che inizia cantando nel coro della stessa ditta e che muove i primi passi nel mondo dello spettacolo, una Tonina che viene chiamata a cantare negli studi Rai di Torino, Milano e Roma. E poi gli esordi, quel Sanremo che la vede vincitrice nella prima selezione e seconda nel finale, amata da pubblico e giornalisti, e le tournée che la vedono motivata ma sola. Quei primi batticuori e l’incontro con quello che sarà l’uomo della sua vita e che da una vita le è accanto: suo marito. Mentre la signora Torrielli parlava era impossibile non lasciarsi avvolgere da questo vento di ricordi. Qualche foto e qualche domanda alla nostra ospite e poi una piccola pausa prima di procedere con un pomeriggio che si preannunciava ricco. 


Emozioni. Anche nella corsa incontro a Jacopo e nei suoi abbracci alla presidentessa e a me quando ci siamo incontrati. Resta da stabilire come abbia fatto Jacopo a sollevare la scrivente vista la mole non propriamente da piuma, ma questa è un’altra storia. L’ingresso e le prime parole e foto con Jacopo sono stati solari come lui.

Jacopo Massa con la bandiera che ha sventolato sul red carpet di Baku, andata poi per sorteggio alla fortunatissima Cristina

Elegantissimo in nero, Jacopo ci ha mostrato gli splendidi omaggi che ha portato per noi e ci ha raccontato la sua storia. L’incontro con i fratelli Karyakin. Gli inizi con i Litesound. I viaggi in Bielorussia. E un Jacopo con gli occhi che brillavano ci ha poi raccontato di quando la finale nazionale per la selezione Bielorussa 2012 si è tinta di giallo. Ricordiamo tutti che al termine della trasmissione televisiva sembrava avesse vinto la cantante Alyona Lanskaya. Sembrava. Il pubblico ha iniziato a rumoreggiare e non solo in sala ed è partita una protesta online contro i risultati: il pubblico voleva i Litesound!. La protesta si è ingigantita al punto da costringere niente meno che il presidente della Repubblica bielorussa, Aleksandr Lukašenko, a incaricare una commissione di verificare i risultati del voto. Il presidente stesso ha poi annunciato alla televisione di Stato bielorussa che il risultato era stato ribaltato e che i Litesound avrebbero rappresentato la Bielorussia all'edizione di Baku dell'Eurovision Song Contest. La storia ha inizio. E quindi ecco i dietro le quinte dell’Eurovision: la bandiera italiana tirata fuori sul red carpet, le feste, la collaborazione mal digerita con Dimitris Kontopoulos già produttore di Sakis Rouvas, l’emozione prima di salire sul palco, e quel maledetto impianto che serviva a creare le straordinarie coreografie che ben ricordiamo, ma che ha fatto cadere il povero Jacopo durante le prove. E sorrideva mentre ricordava di aver scampato per due volte l’arresto. Una volta quando, durante le riprese del video di “We are the heroes”, sono stati fermati senza patente e vestiti da МЧС e l’altra quando ci si è accorti che il suo visto non prevedeva lo scalo in Russia.

Dopo cena si è svolto il concerto di Jacopo Massa. Dieci canzoni che, in un crescendo di emozioni, hanno fatto conoscere, a chi ancora non la conosceva, la bravura di questo giovane artista. Fra quelle che hanno emozionato maggiormente la scrivente la splendida “Solo per te”, “I sing for myself”, “Anthem” con lo splendido video già tesi di laurea che ha trasformato Jacopo in un cartone animato. E ovviamente “We are the heroes” nelle versioni Jacopo solo e Jacopo + OGAE Italy version.




Una piccola chicca per i fans di OGAE Italy è stata l'interpretazione, in stile karaoke, della nostra entry per Malmö, "L'essenziale" di Marco Mengoni.



Emozioni negli abbracci durante gli autografi e nelle foto che ritraggono un Jacopo sempre sorridente e qualcuno di noi accanto. Fine serata nella hall dell’albergo dopo l’intervista fatta dalla nostra presidentessa Cristina.

Ma il meeting non è finito. Il giorno dopo un gruppo di avventurosi iscritti OGAE Italy ha affrontato un tempo ostile, fatto di pioggia e freddo, per visitare la città ospitante: Torino. Al seguito di una guida a volte incerta e sicuramente emozionata munita di bastone da guida con ciuffo dei Jedward incorporato, il gruppo ha visto i principali monumenti del centro di Torino: Piazza San Carlo, il Museo Egizio, Palazzo Carignano, la Mole Antonelliana e Piazza Castello. Divertente fuori programma è stata la partecipazione degli stessi al video “Crazy banana” girato nella centrale Via Po.

E il momento di ripartire è arrivato troppo presto, come per tutte le cose belle che si vorrebbe non finissero mai. Alla prossima, quindi."

Non possiamo che condividere le emozioni che Valentina ha così bene espresso, ringraziarla calorosamente per la perfetta organizzazione che ha richiesto un grandissimo lavoro, e dare appuntamento a tutti voi prima al meeting del 18 maggio a Padova (per chi non va a Malmö), e poi a tutti i futuri meeting che i nostri collaboratori vorranno concepire e organizzare!