sabato 29 agosto 2015
Jacopo Massa dall'Eurovision Song Contest all'Expo
Se non avete ancora visitato l'Expo di Milano, è il momento di decidervi. Anzi, decidetevi proprio per l'11 Settembre, e dirigetevi senza esitazione verso il padiglione della Bielorussia, quello con l'enorme ruota in movimento: vi troverete il nostro Jacopo Massa!
Nell'ambito di una manifestazione come l'Expo, era logico che Jacopo dedicasse una giornata al padiglione della sua patria d'adozione. Come segnala lui stesso dal suo account Facebook, parteciperà all'evento organizzato dal padiglione parlando della sua storia, raccontando aneddoti, cantando e presentando ufficialmente il suo progetto "Hitalian VIP".
Jacopo sarà presente già dalle 10, ora di apertura dell'Expo. Non sarà necessario alcun biglietto aggiuntivo: dovrete solo pagare l'ingresso alla manifestazione, puntare dritti verso il padiglione giusto, e preparare... i padiglioni auricolari all'ascolto!
venerdì 28 agosto 2015
L'amore si muove e... vi porterà lontano!
"L'amore si muove... ti porta lontano se vuoi... ti
prende per mano senza dirti dove andrai... l'amore si muove... e non fa rumore
lo sai... è un vento gentile che non ti abbandona mai..."
Ecco il ritornello del nuovo singolo de Il Volo
"L'amore si muove" in rotazione radiofonica e in vendita negli stores
di musica digitale da oggi, venerdì 28 Agosto.
Come in "Grande amore",
parole d'amore semplici accompagnate da un ritmo sostenuto ed un arrangiamento
potente tipico delle canzoni dello stile pop-opera.
Il brano non è altro che la rivisitazione della canzone "Nel nome del padre" di Francesco Renga, pubblicato nel 2004 nell'album "Camere con vista", che gli autori, lo stesso Renga e Luca Chiaravalli, hanno modificato e adattato alle voci dei 3 ragazzi.
Il singolo è il primo assaggio
del nuovo album di inediti e alcune cover, che verrà pubblicato il 25 Settembre e già
disponibile per il pre-order dallo stesso titolo "L'amore si muove".
Oltre a quella che verrà pubblicata in Italia, sono previste altre 2 edizioni diverse dell'album "L'amore si muove".
Oltre a quella che verrà pubblicata in Italia, sono previste altre 2 edizioni diverse dell'album "L'amore si muove".
Una destinata ai paesi di lingua
spagnola (dove il trio gode già di una discreta fama) dal titolo "Grande
amore" che conterrà 10 brani fra i quali le versioni in spagnolo di
"Grande amore" e "L'amore si muove (El amor verdadero)",
"Nel blu, dipinto di blu", "Piove", la versione in spagnolo
di "Quando l'amore diventa poesia (Cuando el amor se convierte en
poesia)" e altri brani anche in inglese.
L'altra invece destinata al mercato internazionale dal
titolo "Grande amore – International version" che conterrà 16 canzoni
fra le quali "Grande amore", "Nel blu, dipinto di blu",
"Piove, "Caruso", "Delilah", la versione in inglese di
"Io che non vivo (senza te)" e altri brani in italiano, inglese e
spagnolo.
Tutti i cd saranno editi dalla Sony Music.
Inutile ricordare ancora una
volta il successo della vittoria a Sanremo,
il terzo posto all’Eurovision
Song Contest, il doppio platino dell’album "Sanremo grande amore", i sold
out del tour estivo e gli oltre 40 milioni di visualizzazioni del video di
"Grande amore".
Di seguito le tracce dell'album:
01.
L'amore si muove
02.
Quando l'amore diventa poesia
03.
Io che non vivo (senza te)
04.
Il tuo sguardo manca
05. The best
day of my life
06.
La vita
07.
Nel blu, dipinto di blu (Volare)
08.
Eternally
09.
Ricordami
10.
Per te ci sarò
11.
Torna l'amore
12.
Aspetterò
13.
Beautyful that way (La vita è bella)
Ecco il testo di "L'amore si muove":
Non c’è dolore, se ci sei tu
è come un sogno, anche di più
e c’è qualcosa negli occhi tuoi
che non mi lascia mai
è come un sogno, anche di più
e c’è qualcosa negli occhi tuoi
che non mi lascia mai
Non ho paura, se resti qui
perché l’amore, mi chiude gli occhi
vorrei baciarti, adesso sì
vorrei che fosse così
perché l’amore, mi chiude gli occhi
vorrei baciarti, adesso sì
vorrei che fosse così
L’amore si muove
ti porta lontano se vuoi
ti prende per mano senza dirti dove andrai
l’amore si muove
e non fa rumore lo sai
è un vento gentile che non ti abbandona mai
ti porta lontano se vuoi
ti prende per mano senza dirti dove andrai
l’amore si muove
e non fa rumore lo sai
è un vento gentile che non ti abbandona mai
Come un regalo così inatteso
una sorpresa tu lì per caso
c’era qualcosa negli occhi tuoi
che non scorderò mai
una sorpresa tu lì per caso
c’era qualcosa negli occhi tuoi
che non scorderò mai
L’amore si muove
ti porta lontano se vuoi
ti prende per mano senza dirti dove andrai
l’amore si muove
e non fa rumore lo sai
è un vento gentile che non ti abbandona mai
E penso a quello che sarei
a quello che saremo noi
all’amore che ci porta via
a quello che saremo noi
all’amore che ci porta via
L’amore si muove
ti porta lontano se vuoi
ti prende per mano senza dirti dove andrai
l’amore si muove
e non fa rumore lo sai
è un vento gentile che non ti abbandona mai
l’amore si muove
Ed ecco anche l'audio della canzone:
ti porta lontano se vuoi
ti prende per mano senza dirti dove andrai
l’amore si muove
e non fa rumore lo sai
è un vento gentile che non ti abbandona mai
l’amore si muove
Ed ecco anche l'audio della canzone:
mercoledì 26 agosto 2015
L'amore si muove sarà il primo album di inediti de Il Volo
A sorpresa stasera TV Sorrisi e Canzoni ha svelato al mondo che tra meno di un mese, il 25 settembre, uscirà il tanto atteso nuovo album de Il Volo e che il titolo sarà "L'amore si muove".
Ma già venerdì prossimo, 28 agosto, potremo scoprire il nuovo singolo che darà il titolo all'album.
Si tratta del secondo inedito del trio dopo "Grande amore" con cui quest'anno, come sappiamo, hanno vinto Sanremo e hanno raggiunto il podio all'Eurovision.
Per questo c'è molta attesa per scoprire le tracce di questo nuovo album, che rappresenta una nuova sfida per Gianluca, Ignazio e Piero: conquistare il grande pubblico in tutto il mondo con canzoni inedite, nate proprio per loro.
Dal 28 agosto "L'amore si muove" potrà essere già pre-ordinato su Itunes. E le canzoni di questo nuovo album saranno le protagoniste del nuovo tour invernale che partirà il 15 gennaio da Firenze.
Ricordiamo invece che il trionfale tour estivo si concluderà il prossimo 21 settembre all'Arena di Verona e solo due giorni dopo, il 23 settembre, sarà trasmesso uno speciale in prima serata su Rai1.
sabato 22 agosto 2015
Un racconto sull'Eurovision - Quarta Puntata
Eccoci arrivati all'ultima puntata del nostro racconto estivo, perché tutte le cose belle, prima o poi, finiscono. Ma il racconto rimane, e ve lo potrete anche rileggere e ri-rileggere...
Ecco a voi il finale della storia:
8.
Una lacrima scende dall'occhio sinistro di Fausto, riga la guancia e si asciuga prima di arrivare al collo. Un momento, e rivede la scena. La gamba di Luke che sbatte sul bordo del tavolo, gli occhi che lo guardano dopo averlo baciato, quegli stessi occhi che tremano nell'acqua e Luke che se ne va. Un'altra lacrima segue il solco della prima. Fausto fissa il desktop del suo computer e la foto con Luke, concentrato e perso, seguendo la logica della sua tristezza.
Apre le Risorse e fa partire la playlist "Momenti Ispirati". E' la successione dei video delle canzoni che lo hanno colpito di più, per le immagini, per le musiche, per i cantanti o per le parole.
In questo universo, di cui Fausto conosce tutti i confini e tutte le singolarità, mentre ascolta e non conta più le singole lacrime, una parola, una parola sola gli fa scattare la connessione che lo fa abbandonare alle sensazioni.
Dalle rive dell'Oceano che bagna il Portogallo, insieme a Davìd al tramonto del sole, fino alla neve e al vento di quello strano anfiteatro di pietra di Sergej, appoggiato da qualche parte tra la provincia di Leningrad e San Pietroburgo, l'atmosfera spessa e carica di pioggia di quel tappeto d'erba in Samogizia, dove Andrius trova l'ispirazione e il senso della vita. "So play your game, even if you don't want to play, even if you're sad, man, just follow it 'til the end. It will happen to us, to run out of time, leaving the puzzle for someone to try, to put toghether, to understand, what the game is, and how it will end".
Il raccoglimento di Rasmuss all'Operaen Kongelige Teater di Copenaghen, quando racconta cantando del rapporto sereno che ha avuto con suo padre, la chiarità del volto di Mathieu, chiuso in quella casa atélier vicino al Sacré Coeur di Montmartre. "Je ne veux pas ratée ma vie, ratée mon train, touchée l'infini comme si j'mourrai demain, Je ne veux pas qu'tu m'oublies au comptoir des chagrins, en attendant la fin".
La luce della spiaggia di Larnaka, sull'isola di Cipro, quando attraverso le rovine dei templi color sabbia si sente il suono acuto dell'aulos di Michalis, il vocalizzo etnico che fa da sottofondo a un branco di renne che corre appresso a un gatto delle nevi, in un'immensa distesa di ghiaccio in Lapponia, la tundra finlandese, gialla, verde e marrone, con le rocce dove cresce il muschio e qualche residuo di neve, dove la luce del nord illumina Antti che corre verso il mar Baltico per costruire un tumulo di rocce a ricordo delle emozioni che ha vissuto, l'ampiezza dello spazio tra le sponde del Danubio, quando navighi verso il delta in mezzo a rocce color antracite, coperte di una neve stentata che si scioglie al sole di marzo. "Viața n-are buton de rewind, să poți să întorci ce-ai pierdut, nu poți nici să o pui pe pauză când nu știi ce-i de facut. Dacă mâine noaptea n-ar mai avea vreo stea, dacă întruna vântul spre mine ar sufla tu ai fi motivul să pot s-o iau de la capăt"
Assorto nei pensieri, pensava e mormorava: "Il motivo per cui posso rivivere di nuovo e dall'inizio la mia vita....."
"Luke....." - una lacrima
"Luke....." - due lacrime.... riduce a icona la playlist e guarda la foto di Luke, quel volto sorridente e l'espressione serena di quando si erano incontrati la prima volta a Malmoe.
"Luke....." e ha deciso.
9.
Fausto prende l'aereo e arriva a Luqa, sull'isola di Malta. Il viaggio è breve, non fa neanche in tempo a salire in quota che già si prepara all'atterraggio, ma ancora di più il suo tempo scorre più velocemente. Non c'è il Mar Tirreno che riflette la luce del sole, non c'è la Sicilia sotto di lui. Roma è poco sopra Qrendi, e lui sta correndo da Luke.
I colori di Malta, nel frattempo, gli rimangono impressi nella memoria. La luce calda del sud Europa, la luce calda che aveva visto a Baku, nella sua settimana spettacolare, è anche la luce di Malta, che gli appare appena sceso con tutte le sue sfumature di giallo e oro e ambra e zafferano.
Subito prova a cercarlo al McDonald di Luqa, perché è un punto di ritrovo dei giovani dell'isola, e Luke gli aveva raccontato delle serate passate lì tra amici, ma non lo trova.
Poi prova al lungomare di Sliema. Il taxi preso all'aeroporto corre per strada con una lentezza esasperante, e lo lascia davanti alla chiesa parrocchiale di Gesu di Nazareth.
Fausto si fa di corsa la strada dei negozi e dei ristoranti, dove c'era una probabilità di trovare Luke, ma non lo trova.
Riprende il taxi e arriva nella piazza antistante ai bastioni del centro della Valletta. Fausto attraversa d'un fiato il ponte, passa accanto al nuovo edificio del Parlamento e arriva correndo allo slargo di Via della Repubblica, e lì, davanti al Caffé Cordina, vede Luke seduto ai tavolini insieme ad un gruppo di altri ragazzi.
"Luke!"
Luke lo vede e fa per andarsene. Fausto attraversa di corsa la piazzetta e lo raggiunge. Luke è circondato dai suoi amici, quegli stessi che gli facevano da backing a Malmoe, che adesso squadrano Fausto con espressione tra il difensivo e l'ostile.
Luke cerca di apparire fermo "Non voglio parlare con te."
"No, senti, prendimi a sberle, a pugni, quello che vuoi, ma fammi parlare. Sei la persona più spettacolare che ho mai conosciuto e io voglio stare con te, prima di tutto. E.... ti amo! TI AMO! Ti amo quando sorridi, ti amo per come ti muovi, ti amo per l'emozione che mi trasmetti quando ti guardo e quando canti, ti amo fino all'ultima nota, fino alla fine dei miei giorni, e prima e durante".
Luke ha guardato la tensione dei muscoli del viso, l'espressione degli occhi di Fausto quando dice "ti amo".
"Ho sbagliato anch'io, a sentirmi messo in discussione da quella frase."
"Il lavoro in Slovenia non è più importante di te. Posso anche dirgli di no." e sta quasi piangendo. I suoi occhi tremano in un mare d'acqua.
"So di essere un bravo cantante. E so che lo pensi".
Si avvicinano. Il gruppo di amici rimane fermo. Luke allunga le mani a sfiorare le guance di Fausto. Fausto allunga le mani a toccare le spalle di Luke e la giacca leggera giallo pastello. Il contorno delle labbra di Luke, i suoi occhi neri. Si baciano. Gli occhi chiusi, i capelli neri di Luke, i capelli marroni di Fausto. Sopra, il cielo limpido. Sotto, il pavimento giallo, oro, ambra e zafferano, illuminato dalla luce del sole. Intorno, non esiste più nessuno.
Riaprono gli occhi. Si guardano.
Fausto sorride: "Quest'anno l'Eurovision si fa a Copenaghen. Ti va di andarci?
"Solo se ci andiamo insieme.". Sorride anche Luke. E i sorrisi si trasformano in una risata nervosa che scarica la tensione.
"E adesso invece dove andiamo?
"Vieni."
Il battello attracca sul molo, fissato su una muraglia di roccia sull'isola di Comino. Lo spazio coperto dalla sabbia non è grande, ma basta per due persone. Tutt'intorno rocce a picco sul mare e immerse nell'acqua, celeste più che blu, e davanti, le isolette minori.
Fausto e Luke sono sdraiati sulla sabbia dello scoglio. Si tengono la mano. Sono rimasti a piedi nudi, e Luke si è tolto la giacca. "Ti devo far sentire assolutamente questa canzone". Fausto cerca nell'IPod, alla lettera Emme. "Senti..." e gli passa una delle due cuffie.
"On se retour vers Dieu, quand ça tourne mal.... Il y a des jours comme ça, ou rien ne va, enfermé dans ton mal etre.... Ecoute moi crier, au portes de l'Infer.... " "Adesso, ascolta adesso, è il momento più importante: "Je ne veux pas ratée ma vie, ratée mon train,..." "Sprecare la vita...." "Sì, sprecare la vita..." "Je ne veux pas qu'tu m'oublies au comptoir des chagrins"....
- Neanche io ti voglio dimenticare, Luke. Sei la cosa più bella che mi sia successa, e sento che sprecherei la mia vita, se ti lasciassi andare. Sei più importante di tutto, per me. Sei il punto di arrivo del mio percorso. Ne è passato di tempo da quando piangevo per il rapporto con mio padre, e non accettavo la sua mancanza, quando guardavo sconsolato quello che avevo perso, quelle scarpe una rossa e una blu che rappresentavano solo l'adolescenza che non ho mai vissuto. Viața n-are buton de rewind, să poți să întorci ce-ai pierdut, la vita non ha un pulsante per tornare indietro, per poter avere indietro quello che hai perso, e continuando a piangere non mi rendevo conto di quello che stavo perdendo. E adesso non ti voglio perdere. Non mi dimenticare, come se fossi un punto della lista dei tuoi dolori.
- Non stai sprecando la tua vita, con me?
- Con te sono felice.
sabato 15 agosto 2015
Un racconto sull'Eurovision - Terza puntata
Rieccoci al nostro appuntamento letterario ed estivo. Quale migliore occasione di una giornata di festa e di serenità, in città o in giro, per l'Italia o per l'Europa, di passarsi un po' di tempo con le storie di Fausto e della persona che gli succede di incontrare?
A voi:
5.
La Luce del Nord è quella luminosità che acquisiscono i raggi del sole quando vengono schermati da un cielo coperto di nuvole chiare.
La Luce del Nord fa giorno chiaro, e concede l'ottimismo che ti attiva la luce, ma non ferisce gli occhi come la Luce Mediterranea.
La Luce del Nord rischiarava le lastre di ardesia rossa della facciata d'ingresso della Malmoe Arena, lo stadio di casa della squadra di hockey su ghiaccio della città svedese, che quest'anno era stato scelto come palco dell'Eurovision Song Contest.
Fausto guardava l'arena dall'altra parte della strada, attraverso l'ampio e chiaro piazzale di pietra grigia movimentato da alcune aiuole da dove spiccavano diversi giovani ontani.
Era diretto al Press Centre, subito a lato dell'Arena, dove aveva un appuntamento fissato con il cantante rappresentante di Malta, che si chiamava Luke. Fausto aveva mandato una mail di richiesta di intervista all'indirizzo indicato come Press, e aveva ricevuto velocemente una risposta cortese che, in parte in inglese e in parte in italiano, lo invitava per quel giorno alle undici e venti, dopo il rehersal.
La sala stampa era molto meno luminosa dell'esterno, ed era illuminata da alcune luci al neon attaccate al soffitto, non troppo forti da dare l'idea di un'ospedale, ma non abbastanza forti da essere l'unica fonte di luce. La luminosità era concentrata nei punti essenziali, ai tavoli della reception e sui tavoli da lavoro dei giornalisti.
Per le interviste era stato predisposto uno spazio ampio. Intorno a nove pali alti fino al soffitto che volevano rappresentare degli alberi stilizzati, punteggiati da migliaia di piccole lampadine illuminate, era stato posizionato, su tre lati, un recinto costruito con liste di legno sovrapposte a formare figure geometriche e profondità irregolari. La parete di fondo era stata coperta di drappi neri, e vi erano stati appesi sopra dei quadri di arte pop che rappresentavano varie personalità famose nel mondo, oltre alla vincitrice dell'anno prima. Intorno al recinto erano stati posizionati dei punti luce, schermati da strutture di plastiche colorate che davano nel complesso l'idea di una serata passata a rilassarsi in un bar moderno e alla moda, piuttosto che di trovarsi, in fondo, in un luogo di lavoro.
Fausto si accomoda dentro la Interview Lounge, e attende l'arrivo di Luke. Lo vede dopo poco, uscire dal corridoio che collega la Sala Stampa con l'Arena, circondato dai suoi backings, mentre sta salutando svariate persone che lo fermano. "Camicia bianca sotto giacca grigio scuro", non può fare a meno di pensare, mentre Luke si avvicina.
Si presentano e poi si siedono.
Fausto ha sempre cercato di fare interviste con una certa fantasia. Le domande che aveva sentito spesso ripetere da tanti giornalisti, che probabilmente erano solo ansiosi di farsi vedere, tenere in mano un microfono e parlare con il proprio cantante preferito, gli sembravano estremamente banali. Come: "Che emozioni hai provato quando hai capito di aver vinto", nelle varianti "quando hanno detto che eri passato in finale" e "quando sentivi che ti davano dodici". Oppure "Hai fatto festa quando hai saputo di aver vinto/passare in finale".
E allora lui cercava sempre di concentrarsi sul significato della canzone che portavano all'Eurovision, sulle parole del testo o sulla messa in scena complessiva, e pensava che ogni canzone e cantante meritasse rispetto, per l'impegno che ci metteva.
"Allora, Luke, grazie per aver accettato l'intervista. Se non ci sono problemi, ti faccio le domande in italiano e tu rispondi in inglese". Luke annuisce e sorride. Fausto fissa Luke negli occhi, e parte con la prima domanda: "Quando è nata la tua passione per la musica, e quando è nata la passione per la medicina"
"Canto da quando sono piccolo, avevo sei o sette anni, insieme a tutti i miei fratelli e sorelle... - ha un momento di esitazione, sorride, abbassa gli occhi, li rialza e ricomincia, parlando in inglese - non saprei dire quando è iniziata, si può dire che è cresciuta mentre crescevo. E anche la passione per la medicina, probabilmente è iniziato tutto quando vedevo mio padre nelle sue crisi di asma. Non che non potesse curarsi, ma lo vedevo così, quand'ero piccolo, e allora dicevo che avrei voluto fare il dottore per curare mio padre".
Mentre Luke parlava, Fausto cercava di mantenere la concentrazione, ma i suoi pensieri si concentravano su altri particolari... [Che bel sorriso che si ritrova, e quando sorride, sorride con gli occhi. E poi quel modo di abbassare gli occhi.... Cos'è questa cosa che sento?].
Un attimo di esitazione, due parole per prendere tempo: "Ecco.... sì..." e torna a concentrarsi sull'intervista, traduce in italiano la risposta e passa all'ultima domanda: "Sei di famiglia italiana, che rapporti hai con l'Italia?" e Luke, sorridendo, di nuovo in italiano: "Sono stato a Firenze, a Venezia, e a Torino. Il mio Paese ha un legame [... un legame....] con il tuo, e poi capisco bene l'italiano, e me la cavo anche a parlarlo, ho imparato quando ero piccolo e vedevo i cartoni animati, non ce lo insegnano a scuola - si gira verso i suoi backings, due parole in maltese e poi ricomincia in inglese - Non ce lo insegnamo a scuola, ma lo impariamo sul campo" e ride.
Appena finita l'intervista sono ancora lì, Fausto e Luke, mentre gli amici backings lo hanno salutato e sono tornati in albergo. Fausto guarda Luke, i capelli tagliati corti e pettinati senza un senso preciso all'indietro, la giacchetta corta, leggera e grigio scuro e la camicia bianca, prende coraggio e "Sei molto simpatico", con un leggero tremito che gli incrina la voce mentre si sforza di guardarlo negli occhi. "Anche tu".
Luke si incammina verso l'uscita, con Fausto a fianco. Dopo qualche passo, Fausto circonda la schiena di Luke con un braccio. E Luke fa lo stesso.
6.
L'Eurovision era finito, e le delegazioni erano tornate a casa. Fausto e Luke si erano salutati con la promessa di rivedersi a Roma appena possibile.
Dalla terrazza del Pincio si vedeva in basso Piazza del Popolo. Era sera e la piazza era illuminata, e le luci dei lampioni le davano una sfumatura giallo oro.
Fausto era seduto su una panchina della terrazza, Luke era sdraiato sulla panchina e teneva la testa sulle ginocchia di Fausto. Fausto gli accarezzava i capelli. Luke teneva un braccio alzato per accarezzare la guancia di Fausto.
Erano lì in quella posizione da un tempo infinito. Avevano girato per Roma tutta la giornata ed alla fine erano arrivati lì, e avevano visto il sole tramontare.
Roma era bella da vedere, ma a Fausto non era mai piaciuto portare i suoi amici, quelle rare volte che capitava, sui luoghi che solitamente attiravano la maggior parte dei turisti. Quando doveva presentare la sua Città ai suoi amici, li portava a vedere la chiesa sotterranea di San Clemente invece di San Pietro, e il quartiere Eur invece del Colosseo. Per gli amici tifosi della Roma aggiungeva lo Stadio Olimpico, e per gli amici dell'Eurovision gli studi di Cinecittà, perché lì si era tenuto l'ultima edizione organizzata dall'Italia.
- Diverso dal solito arrivare a Roma per vedere queste cose?
- Certo che Cinecittà non rientra nell'elenco delle principali attrazioni di Roma.
- Lo sai che a me sono sempre piaciute le cose diverse dal solito. Ho imparato perfino delle parole in estone. Chi se lo impara l'estone, fuori dall'Estonia?
- Non sarebbe il primo Paese che sceglie di cantare in inglese.
- Soddisfatto del tuo ottavo posto? - cambiando argomento.
- Eh beh, era un bel po' di tempo che non arrivavamo così alti.
- Però hai portato la canzone in inglese.
- Eh, è una delle possibilità. Ma sicuramente se ti vuoi far capire all'estero devi cantare in inglese.
- Però è un peccato. Sarebbe bello sentire una canzone in maltese all'Eurovision.
- E' sempre una scelta artistica. Grandi cantanti sanno cantare anche in inglese.
- Per me le canzoni esistono solo in lingua madre.
- Fausto, io ho cantato in inglese.
- Eh.
- Non è la mia lingua madre.
- Infatti hai sbagliato.
- Non penso di aver sbagliato. E' una scelta artistica, ti ripeto. Si può cantare anche in una lingua che non è la propria. E comunque, alla selezione, sono stato scelto io.
- Non tutti ti avrebbero sostenuto così tanto, se Kevin avesse evitato l'errore di non venire il giorno della semifinale.
- Magari possiamo anche essere umorali, da quelle parti, ma non credo che sia l'unico motivo, né il più importante, che mi ha portato a vincere.
- Però la canzone di Kevin era veramente bella. Era cantata in maltese. Poteva anche fare meglio del tuo risultato.
- E basta, Fa'. Cantare in lingua originale non è l'unico elemento che si valuta in una canzone. Sembra che la mia canzone non ti piaccia per qualche altro motivo. Fausto, ti piace la mia canzone?
- ...
- Anche il silenzio ha una voce...
- On vaikusel see võim heliseda.
- Eh?
- Il silenzio ha il potere di risuonare. E' una delle canzoni dell'Estonia. In lingua originale.
- Non ti nascondere dietro ad affermazioni che nessuno potrebbe contestare.
Un momento di silenzio. Luke lo guarda con gli occhi seri e fissi. Fausto rimane serio a fissarlo, e si rende conto che ha sbagliato.
- Non ti piace la mia canzone.... la mia canzone è parte di me, come tutte le cose che scrivo....
Un altro momento di silenzio. Fausto sembra stia per piangere, ma non riesce a dire una parola.
Luke volta le spalle a Fausto. - Ciao - gli dice da dietro le spalle, con una decisa freddezza.
E Fausto sente nelle orecchie la voce del suo pensiero: "Che c'entra l'Estonia con noi?", ma Luke si è già allontanato, e ormai ha perso l'occasione di dirglielo.
7.
Una sera tipica delle ottobrate romane, quando è passato il tempo dell'estate e non è cominciato ancora l'autunno, un periodo di passaggio in cui c'è abbastanza fresco nell'aria che non è ancora però freddo, e l'asfissio della calura estiva è all'incirca un ricordo.
In quella sera, la sera del giorno dopo, Luke stava seduto a quel tavolino, da solo, e si guardava intorno e vedeva solo coppie sedute ai tavoli vicini, quelle che gli sembravano coppie felici, mentre in testa gli si arrovellavano pensieri e prese di posizione contrastanti. Era stata colpa sua? Era stato il suo atteggiamento a sembrare quello freddo? E perché non riusciva a spiegarsi questo blocco, questa tensione, questo slancio che tentava di reprimere, quando parlava con Fausto? E però si sentiva sereno quando stava con lui, e dall'altra parte si sentiva in colpa per provare queste sensazioni.
Mentre pensava così, sente una voce dietro le spalle:
- Ciao - dice Fausto
- Ciao!!! - risponde Luke, alzandosi quasi di scatto e sbattendo la gamba contro il ripiano del tavolino, così forte da farlo traballare.
- [Non ci pensare, fallo e basta, non ci pensare, fallo è basta]
Luke stringe Fausto nelle braccia e lo bacia in bocca. Brevemente, di fretta. Si stacca e rimane a guardarlo negli occhi, ed ha paura della sua reazione.
- Ecco... - quasi per riempire un vuoto, e gli occhi di Fausto si illuminano. Stringe Luke nelle spalle e stavolta lo bacia lui, più a lungo e dolcemente. Poi lo guarda, e quegli occhi già dicono tutto:
- Sono felice quando sto con te, e ci voglio rimanere per sempre.
- Ho paura. Vorrei ma ho paura di non riuscirci da solo.
Allora si abbracciano, e rimangono abbracciati per un tempo che sembra indefinito, e l'abbraccio è il sigillo alla loro riappacificazione.
Si prendono per mano e si siedono al tavolo, e dopo aver ordinato è Fausto che prende parola:
- Sapevo di trovarti qui....
- Lo sapevi?
- Sì, me l'avevi detto che ti piaceva particolarmente questo baretto....
- E tu te lo sei ricordato?
- Mi ricordo tutto di te...
- Tutto....
- E ero venuto a cercarti....
- A cercarmi... - e a Luke si illuminano gli occhi
- Sì, perché ho una notiziona da darti...
- Che notiziona? - e Luke già ci spera.
- La RTS di Capodistria mi ha offerto un lavoro!
- Un lavoro? - un groppo nella voce.
- Sì, hanno detto di aver letto i miei Diari...
- I tuoi diari...
- Sì, e mi vogliono affidare un programma radiofonico, dove dovrei raccontare vita, società e costumi dei Paesi europei.
- Tutti i Paesi europei?
- Sì, uno a settimana, tutti i Paesi che parteciperanno alla prossima edizione dell'Eurovision.
- Ma ti dovresti trasferire a Capodistria?
- Eh beh, gli studi di registrazione sono lì....
- Ma....
- Ma che?
- E noi?
- Cioè?
- Noi, noi insieme, che fine facciamo?
- Beh, quel programma è una proposta interessante....
- Sì, ma noi? Ci siamo baciati un attimo fa. Non vuol dire niente?
- Beh, potresti trasferirti con me... e poi gli ho già detto di sì...
- E al nostro futuro non hai pensato?
- Guarda che ieri abbiamo litigato....
- E adesso abbiamo fatto pace, o no? Perchè sei venuto a cercarmi?
- Perché sei la persona a cui tengo maggiormente di dirlo.
- E a noi non hai pensato? Io ho la mia vita, o cerco di avere la mia vita a Malta, poi ti incontro e mi si sconvolge l'esistenza, finiamo anche a litigare e poi arrivi e la cosa più importante che ti senti di dirmi è che da qui a quando, una settimana?
- Un mese....
- Un mese! Da qui a un mese prendi e te ne vai in Slovenia? E io sono la persona a cui tieni maggiormente di dirlo? Ma accidenti a te e a quando ti ho incontrato!
- Ma....
Luke si alza rumorosamente, quasi sbatte dieci euro sul tavolino, e se ne va.
Fausto lo guarda allontanarsi senza avere la forza di alzarsi, ritorna sul suo senso di colpa, fissa i dieci euro sul tavolino, poi si guarda le mani, per un momento pensa che sono meno affusolate di quelle di Luke. Poi si copre gli occhi e comincia a piangere nell'indifferenza generale.
venerdì 14 agosto 2015
Il Volo orgoglio italiano
Sono passati sei mesi da quando abbiamo ascoltato per la prima volta "Grande amore" al Teatro Ariston di Sanremo. Pensammo subito "questa vince il Festival e anche l'Eurovision", non eravamo gli unici a pensarlo, e ci siamo andati vicini: "Grande amore" ha vinto Sanremo grazie al televoto e per il pubblico ha vinto anche l'Eurovision (ha stravinto il televoto in tutta Europa, dovendosi poi "accontentare" del terzo posto dopo il giudizio delle giurie).
Ieri sera l'abbiamo riascoltata dal vivo, a conclusione del magnifico concerto de Il Volo al teatro di Torre del Lago dedicato a Giacomo Puccini, e, se possibile, l'emozione è stata ancora maggiore. Ci sono ripassati nella mente questi sei mesi fantastici, in cui noi appassionati abbiamo sognato grazie a loro, in cui ancora una volta ci siamo sentiti orgogliosi di essere italiani grazie a questi tre giovani ragazzi che da anni portano la musica italiana nel mondo.
Nei prossimi mesi Gianluca, Ignazio e Piero continueranno il loro tour nelle arene, ci regaleranno un album di inediti e poi torneranno a girare l'Italia nei palazzetti dello sport, per ora noi di OGAE Italy possiamo solo ringraziarli per averci regalato un 2015 da protagonisti.
giovedì 13 agosto 2015
Matia Bazar, addio a Giancarlo Golzi
Grave lutto per i Matia Bazar e per la musica italiana. Se n'è andato improvvisamente, a 63 anni, per un infarto, Giancarlo Golzi, batterista e fondatore del gruppo. Si tratta della seconda tragica perdita per la band, dopo quella di Aldo Stellita, avvenuta nel 1998.
Originario di Sanremo, Golzi, insieme a Piero Cassano, costituiva il nucleo originario dei Matia Bazar, ed era il solo dei componenti a non avere mai abbandonato il gruppo (Cassano aveva lasciato dal 1981 al 1999 per tentare la carriera solista).
Nel 1979 il complesso ha rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest, classificandosi al 15° posto con "Raggio di luna". Oltre a Golzi e ai già citati Cassano e Stellita, di quella formazione facevano parte Antonella Ruggiero, che nel 1990 ha lasciato il gruppo per iniziare una brillante carriera solistica, e Carlo Marrale, con la band fino al 1993.
Due le vittorie sanremesi che Golzi ha diviso con il gruppo: "... E dirsi ciao!" del 1978 (vocalist Antonella Ruggiero) e "Messaggio d'amore" del 2002 (vocalist Silvia Mezzanotte).
OGAE Italy si unisce al dolore della famiglia di Giancarlo Golzi e dei suoi compagni di strada vecchi e nuovi, e lo ricorda con la bella canzone eurovisiva che presentò i Matia Bazar al pubblico europeo.
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