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martedì 24 maggio 2016

Barbara Dex Award alla croata Nina Kraljić


Il risultato, bisogna dirlo, era scontato. E' vero che, lo abbiamo detto più volte, il vero scopo del Barbara Dex Award non dovrebbe essere quello di "premiare al contrario" il peggior costume di scena, ma semmai l'abito più banale, quello che sembra acquistato dalla merciaia sotto casa, quello con cui nessun uomo o donna di spettacolo che si rispetti si presenterebbe mai sul palco. Tuttavia, quest'anno la Croazia ha effettivamente esagerato, ed è apparso prevedibile fin dalla sua prima esibizione che Nina Kraljić avrebbe conquistato senza problemi questo premio di dubbio prestigio.

Già a cominciare dal soprabito, somigliante a una struttura in carta di riso giapponese con disegni di arbusti invernali, l'impressione non è stata esattamente delle migliori, con la cantante piuttosto costretta in quella specie di enorme guscio. Del resto, non è che, una volta tolta la parte esterna del vestito, la situazione sia molto migliorata, come potete vedere dalla foto qui sotto.


Anche l'abito vero e proprio, infatti, risultava piuttosto confusionario, in una profusione di gale, pieghine ed elementi decorativi. In tutto questo insieme, la cosa più sobria è stata la scelta del bianco e nero che ha quantomeno mitigato il tutto. Indubbiamente la mise indossata da Nina, oltre ad averle fatto vincere il Barbara Dex Award, rimarrà nella storia della manifestazione, ma forse un vestito un poco più minimalista avrebbe distratto meno l'attenzione e permesso agli ascoltatori di concentrarsi meglio sull'ascolto della canzone.

Bisogna dire, in ogni caso, che Nina non ha brillato per sobrietà neppure in altre occasioni: esemplare il vestito fantascientifico scelto per il Red Carpet.


Seconda classificata la Germania, con "Miss Manga" Jamie-Lee Kriewitz. D'altronde, il suo personaggio è proprio quello, e la somiglianza con un cartone animato giapponese è puramente voluta. Molto probabilmente anche Jamie-Lee si aspettava un piazzamento, e non sarà stata sorpresa più di tanto da questo suo secondo posto.

Il terzo posto, attribuito alla Svizzera Rykka, dipende essenzialmente dal colore blu chiaro della sua chioma, che, a essere onesti, non le rendeva gran che giustizia. Probabilmente è stato un tentativo di giocare con ironia con il suo look da Marylin Monroe, ma l'effetto non è stato eclatante.

Al quarto posto la Bulgaria: altro outfit spaziale, stile supereroina galattica con aggiunta di catarifrangenti e led. Poli Genova, però, può passare sopra ridendo a questo piazzamento, perché ha un altro quarto posto, ben più importante, da festeggiare: possiamo affermare, senza tema di smentita, che, per avere regalato alla Bulgaria il miglior risultato di sempre, e per avere ampiamente riscattato la propria (ingiusta) eliminazione del 2011 con "Na inat", Poli può essere considerata la vera vincitrice di questa edizione dell'Eurovision Song Contest.

Chiudiamo con il quinto posto della Bosnia Herzegovina, con Deen e Dalal anch'essi quasi usciti da un film di fantascienza: vestiario "tecnico", rosso e nero, scollatura profonda con corpetto dalla forma di farfalla. Se dobbiamo dare il nostro parere, come abiti non ci sembravano così terribili, e ci sarebbe stato certamente da scegliere qualcosa di peggio. Ma tant'è.

Infine, qualche nota tecnica: per motivi non specificati, il sito Eurovisionhouse non ospiterà più il Barbara Dex Award, che, dalla prossima edizione, sarà organizzato dal sito Songfestival.be. Il nuovo indirizzo, che per il momento condurrà al vecchio sito, sarà www.barbaradexaward.com.

      

giovedì 12 maggio 2016

Celebrate with OGAE!


Si è svolta ieri sera la tradizionale festa del Mercoledì sera di OGAE International, animata come sempre dalla presenza di tanti protagonisti vecchi e nuovi dell'Eurovision Song Contest.

Ha aperto la serata DQ, che ha presentato il suo successo eurovisivo "Drama Queen", Danimarca 2007



e il suo nuovo singolo, uscito il giorno stesso, "I'm alive".



Il secondo a uscire sul palco è stato il nostro Roberto Bellarosa, che ha interpretato, fra l'altro, la sua "Love kills", Belgio 2013.



Sanna Nielsen ci ha regalato quattro canzoni fra cui "Undo", Svezia 2014



E' stata poi la volta di Birthe Kjær e la sua "Vi maler byen rød", 1989 per la Danimarca



Una sorpresa: Sahlene, svedese ma rappresentante dell'Estonia nel 2002 con la sua "Runaway"



E ancora: Deen, in gara anche nel 2004 con "In the disco"



Alex Panayi con "Sti fotia", Cipro 1995



Krista Siegfrieds con un medley fra "Like a virgin" di Madonna e la sua "Marry me", Finlandia 2013



Per chiudere poi con la nostra Suzy e "Quero ser tua", Portogallo 2014



Insomma, una gran serata come al solito, confusionaria e allegra! Grazie all'organizzazione come sempre perfetta di OGAE International!

sabato 23 aprile 2016

Eurovision 2016: Bosnia, Croazia e Slovenia


Oggi è la volta di tre paesi appartenenti all'ex-Iugoslavia: la Bosnia ed Erzegovina e la Croazia, che ritornano dopo qualche anno di assenza, e la Slovenia che ha centrato due finali di fila nel 2014 e nel 2015.


BOSNIA ED ERZEGOVINA

Nome: Dalal & Deen featuring Ana Rucner and Jala
Data di nascita del gruppo: 2015
Città di nascita del gruppo: Sarajevo (Bosnia Ed Erzegovina)
Componente: Dalal Midhat Talakić (Voce) nata a Sarajevo (Iugoslavia) il 5 Agosto 1981
Componente: Deen, vero nome Fuad Backović (Voce), nato a Sarajevo (Iugoslavia) il 12 Aprile 1982
Componente: Ana Rucner (Violoncellista) nata a Zagabria (Iugoslavia) il 12 Febbraio 1983
Componente: Jala, vero nome Jasmin Fazlić (Rapper), nato a Sarajevo (Iugoslavia) il 16 Ottobre 1986


Canzone: Ljubav je
Autore: Almir Ajanović
Compositori: Almir Ajanović, Jasmin Fazlić
Semifinale: 1 – 10 Maggio
Numero di gara: 17

Testo della canzone:

Trebaće mi tvoje tijelo, kad oči zatvorim
Oko mene sve je bijelo, čak i sivi zidovi
Nemam kome da se vratim, samo tebi vjerujem
Dugove ću sve da platim, na ljubav se zaklinjem

Ljubav je začarani krug, svako dođe na svoj red, svako plati svoj dug
Ljubav je, sve što imamo, svako bira svoj grijeh, jedno drugom praštamo

Tako trebam tvoje tijelo, kad oči zatvorim
Srce se u tebe klelo, kako da ti oprostim
Nemam kome da se vratim, samo tebi vjerujem
Dugove ću sve da platim, na ljubav se zaklinjem

'mjesto kapetan da budem, bir'o sam da budem pirat
'mjesto sretan da budem, bir'o sam tugu u inat
Moja priča je rulet, ulažem, ne znam kasirat, njenim očima uklet, više se ne znam nasmijat
Zna me mamit' oblinama nakon čaše, dv'je vina, ona nije ta što će mi sutra roditi sina
Opet nijedna ne zna me tako magično dirat', opet tragično biram jer đavo ne da mi mira

Ljubav je začarani krug, svako dođe na svoj red, svako plati svoj dug
Ljubav je, sve što imamo, svako bira svoj grijeh, jedno drugom praštamo



 
CROAZIA

Nome: Nina
Cognome: Kraljić
Nome d'arte: -
Data di nascita: 4 Aprile 1992
Città di nascita: Lipovljani (Croazia)


Canzone: Lighthouse
Autori: Andreas Grass, Nikola Paryla
Compositori: Andreas Grass, Nikola Paryla
Semifinale: 1 – 10 Maggio
Numero di gara: 5

Testo della canzone:

Lightning strikes on the sea
Breaking waves around me

Stormy tides and I feel
My ship capsizing

Out of sight - saving shore
Ever gone - evermore

Ropes untied - rain that pours
The waters rising

In devastating times
I keep this hope of mine
Even in the darkest night

'Cause there is a light
Guiding my way
Keeping me safe when oceans rage

There in the sky
Hiding away
Never to die and fade

I know that I'll find your

Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse

Harbours near
No more fear
Wall of clouds disappears

So I steer to the pier
In tears - arriving

No devastating times
I kept this hope of mine
Even in the darkest night

'Cause there is a light
Guiding my way
Keeping me safe when oceans rage

There in the sky
Hiding away
Never to die and fade

I know that I'll find your

Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse

'Cause there is a light
Guiding my way
Keeping me safe when oceans rage

There in the sky
Hiding away
Never to die and fade

I know that I'll find your

Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse
Your lighthouse

I know that I'll find your




SLOVENIA

Nome: Manuela
Cognome: Brečko
Nome d'arte: ManuElla
Data di nascita: 31 Gennaio 1989
Città di nascita: Celja (Iugoslavia)


Canzone: Blue and red
Autore: Leon Oblak
Compositori: Manuela Brečko, Marjan Hvala
Semifinale: 2 – 12 Maggio
Numero di gara: 11

Testo della canzone:

Allay

Blue and red
Like I'm watching you and me
Every little thing you've said
Led me to fall in love with you

Then you tried to fix me and I wasn't strong
But you are not a composer, I am not your song
Strange chords, different worlds

How can I mix red and blue together
Beautiful days and stormy weather

Allay

'Cause blue is blue and red is red
Our past is spinning in my head
But now the colour doesn't matter
You feel blue and I am better

Now I'm changed
Now I'm stronger than before
Ain't never touching me no more
I'm okay, I'll find my way

How can I mix red and blue together
Beautiful days and stormy weather

Allay

'Cause blue is blue and red is red
Our past is spinning in my head
But now the colour doesn't matter
You feel blue and I am better

Blue is blue and red is red
Now the colour doesn't matter

Allay



venerdì 19 febbraio 2016

Eurovision 2016: Bosnia Erzegovina con Ljubav je


Dalla Vijecnica (la sede del Comune) di Sarajevo, un posto bellissimo da cui andare in onda, arriva la canzone della Bosnia Erzegovina all'Eurovision del 2016.

In mezzo ai marmi e ai vetri colorati, come presentazione dell'evento ci sono state fatte vedere in carrellata le tappe più importanti dell'Eurovision, dalla fondazione nel 1956, passando per la prima partecipazione della Jugoslavia nel 1961 con Lilijana Petrovic, che cantò Neke davne zvezde (Alcune stelle distanti), alla vittoria degli Abba, di Johnny Logan (la seconda), quella di Celine Dion nel 1988, la prima della Jugoslavia nel 1989 e la nostra, quella di Toto Cutugno del 1990, fino all'ultimo vincitore, Mans Zelmerlow.
E poi una carrellata delle partecipazioni della Bosnia Erzegovina, partendo dalla prima, i Fazla con Sva bol svijeta (Tutto il dolore del mondo), durante la Guerra dei Balcani nel 1993, fino alle più recenti e fortunate come Hari Mata Hari (Lejla - 2006) e Dino Merlin (Love in rewind - 2011).
Poi sono andate in onda interviste fatte ai cantanti, al produttore e agli autori della canzone.
Per l'occasione è stata ricostituita la prima boy band di Deen (nome d'arte di Fuad Backovic), i Seven Up, che hanno cantato Kad ti cujem glas (Quando ascolti la tua voce).
Poi si è esibita Ana Rucner, suonando un violoncello elettronico.
Poi si è passati agli ospiti della serata. Dall'intramontabile Molitva, cantata in diretta da Marija Serifovic, a Croazia 2012 - Nebo (Cielo), cantato da Nina Badric, alla nostra amica Maya Sar (nostra ospite al meeting di Mantova 2014), che ha cantato Korake ti znam (I passi che fai).
E, finalmente, Ljubav je (L'amore è), una collaborazione a quattro. Tamburi in lontananza e Ana Rucner comincia a suonare il violoncello, i tamburi diventano una batteria e Deen e Dalal cantano la prima strofa a botta e risposta, primo ritornello che riprende l'introduzione di Ana, poi di nuovo Deen e Dalal e infine un assolo di Ana Rucner, in dialogo con Jala, che porta un inserto di rap.
Un saluto in bosniaco da Mans Zelmerlow, e riparte la canzone. Eccola:


mercoledì 25 novembre 2015

Eurovision 2016: Deen, Dalal e Ana rappresenteranno la Bosnia



A poche ore dalla conferma di partecipazione della Bosnia ed Erzegovina al 61° Eurovision Song Contest che si svolgerà a Stoccolma dal 10 al 14 Maggio 2016, la tv bosniaca, BHRT, ha scelto anche il suo rappresentante.

Infatti saranno Deen, Dalal & Ana Rucner a difendere i colori del paese balcanico che torna alla competizione dopo 3 anni di assenza.

Deen, Fuad Backović, è un nome noto agli eurofans avendo già partecipato rappresentando il suo paese all'Eurovision 2004 classificandosi al 9° posto in finale con la canzone "In the disco".
Deen, classe 1982, ha iniziato la sua carriera nel 1997 in una delle prime boy band bosniache, i Seven Up, che lo resero famoso in tutta l'area balcanica. Nel 2002 il debutto da solista.


Dalal Midhat Talakić, classe 1981, ha iniziato la sua carriera nel 1999 con il gruppo Erato successivamente diventato un duetto formato dalla stessa Dalal e da Aida Jašarević.


Ana Rucner, classe 1983, è una violoncellista e proviene da una famiglia di musicisti croati. Ana ha iniziato a suonare all'età di 7 anni ed attualmente fa parte della Filarmonica a Maribor in Slovenia.


La canzone che il trio presenterà a Stoccolma verrà presentata a Febbraio.


Questo della Bosnia ed Erzegovina è un grande ritorno. La sua partecipazione è stata in dubbio fino all'ultimo momento soprattutto per motivi finanziari ma fortunatamente la tv bosniaca è riuscita a trovare gli sponsor e sarà della partita!

Deen, Dalal e Ana sono stati scelti direttamente dalla BHRT senza aver vinto un concorso o un festival musicale.

Ecco alcuni video dei cantanti: