venerdì 22 maggio 2015

Colori e luci della seconda semifinale



Anche la seconda semifinale dell'Eurovision Song Contest, conclusasi qualche ora fa, ha riservato qualche sorpresa positiva, così come altre negative. Si è trattato comunque di una serata, come la prima, svelta e dinamica, e che non ha risparmiato emozioni, entusiasmo e divertimento.

Dopo le formalità iniziali di rito, i primi a cantare sono stati i lituani Monica e Vaidas. La canzone è leggerina e orecchiabile, ma è stata sostenuta da un'interpretazione dinamica e frizzante, e sicuramente sospinta dal bacio che i due, come anche i coristi, si sono scambiati a metà canzone, con uno stop di tempo e musica. In finale.

Esibizione numero due, sfortunata come da copione, per l'Irlanda. Non ci sono particolari motivi: Molly Sterling è stata ottima, e la presentazione semplice e adatta alla canzone. Probabilmente solo casualità o sfortuna, se non ha raggiunto la finale.

Nota dolente, per noi, il mancato passaggio in finale di San Marino. I ragazzi hanno cantato bene, la messa in scena è stata ottima, molto suggestivo il momento in cui danno le spalle al pubblico, offrendo alla telecamera lo spettacolo dei cellulari illuminati. Se avessimo dovuto credere all'ovazione dell'arena, Anita e Michele sarebbero passati in finale senza colpo ferire.

Successo, invece, per il Montenegro, che ha raggiunto la finale per il secondo anno consecutivo. Knez ha eseguito con maestria e trasporto la splendida ballata di Zeljko, incantando pubblico, giurie e televoto. Una finale meritatissima.

Nella lotta fra guerriere, purtroppo, Amber ha dovuto soccombere. La dolcissima maltese, malgrado la grinta e la solarità messa nella sua interpretazione, non ha raggiunto la finale, con grande delusione dei fans. Ma una vera guerriera sa superare anche questi momenti.

Poca fortuna anche per Leonor Andrade: il suo midtempo non è servito a portare il Portogallo in finale, malgrado fosse uno dei brani che si staccavano dal resto anche solo per il fatto di essere cantato in lingua originale. La bella e decisa Leonor torna quindi a casa, e Lisbona si allontana almeno di un altro anno.

Avevamo sperato che questa semifinale segnasse finalmente il primo passaggio in finale della Repubblica Ceca. Marta e Vaclav avevano tutte le carte in regola: ballata e interpretazione potenti e passionali, colpo di scena finale con Marta che si sfila le scarpe e le lancia verso il retro del palco. Invece, tutto questo non basta a promuoverli.

Ha invece centrato il bersaglio l'esibizione israeliana. Nadav Guedj, con la spensieratezza dei suoi sedici anni, è un vero "Golden Boy" che infiamma e fa ballare tutta l'arena. Il ritmo è trascinante, il sound è tipicamente mediorientale e gli si perdona anche l'uso dell'inglese. Notevoli le scarpe dorate, che sottolineano la canzone.

La lettone Aminata, con la sua voce strepitosa e la sua canzone rarefatta, si è presentata fasciata in un fantastico abito rosso che, verso il basso, esplodeva in una gonna larghissima. Ferma davanti al microfono come il vestito richiedeva, ha trasmesso al pubblico le sue vibrazioni e ha raggiunto la finale.

Bosco di notte e due ballerini per Elnur e la sua "ora del lupo". Già rappresentante dell'Azerbaijan al suo debutto, ha imparato a dosare la voce e a cantare su di un tono più pop per un brano più sfumato e suggestivo. Impossibile mancare la finale!

Graziosa la performance di Maria Olafs, con una canzone pop piuttosto innocua. Malgrado la sua freschezza, il suo brio e la presenza di Hera Bjork tra le coriste, l'islandese non ha convinto, e per lei le porte della finale sono rimaste chiuse.

Spalancate, invece, per Måns Zelmerlöw, che ha portato i suoi pupazzetti virtuali direttamente alla serata di Sabato. La Svezia ha mancato la finale una sola volta nella sua carriera eurovisiva, e non poteva certamente farlo con una delle canzoni date come superfavorite.

Mélanie René, che ha rappresentato la Svizzera, non può rimproverarsi niente: voce e interpretazione non hanno avuto pecche. Se non è stata promossa alla finale, sarà forse colpa del titolo troppo inflazionato: lanciamo un appello agli autori affinché soprassiedano dall'utilizzare ulteriormente la parola "shine" nei loro testi, e soprattutto nei titoli.

Una bella sorpresa è stato invece il passaggio in finale di Cipro. La dolce, semplice, delicata ballata di Yiannis Karayiannis, la cui regia passa dal bianco e nero al colore, ha dimostrato che non c'è bisogno di fuochi d'artificio per avere successo e per entrare nel cuore degli spettatori.

Inevitabile il passaggio in finale della Slovenia, data come favorita. Ottima interpretazione di Marjetka, con Raay alla tastiera e le immancabili cuffie in testa. Curiosa la suonatrice di "air violin" che ha arricchito la presentazione.

Ultima a esibirsi la Polonia, con Monica Kuszynska che ha scelto di portare in scena la sua carrozzina, anche se parzialmente nascosta dai veli del vestito. In televisione non si è visto, ma in arena alcuni schermi riproponevano delle immagini di gioventù della cantante, prima del terribile incidente. Il messaggio che si voleva lanciare è chiaro, anche se non abbiamo potuto evitare un sentimento di grande tristezza. La raffinata ballata, comunque, ha ben meritato la finale.

Confermata la mancanza di interval act, sostituiti ancora una volta da due filmati: uno sempre sui personaggi famosi dell'Austria, l'altro sulle gaffes successe negli anni durante le votazioni eurovisive.

Abbiamo quindi i nomi di tutti i Paesi promossi in finale. E Sabato si fa sul serio!

giovedì 21 maggio 2015

Eurovision Village: Il Volo allontana la pioggia!



Non era partito sotto i migliori auspici, l'evento delle "Big 5" (quest'anno "Big 6") di ieri pomeriggio all'Eurovision Village: dalla fine della mattinata, una pioggia fastidiosa e insistente aveva disturbato viennesi ed eurofans, costringendo tutti quelli che non avessero trovato posto nelle tribune coperte a usufruire degli impermeabili usa e getta gentilmente offerti dall'ORF.

Malgrado la situazione piuttosto umida, lo spettacolo è iniziato puntualmente. Dopo l'apertura con l'esibizione di una scuola di flamenco, sul palco è salito Guy Sebastian con i coristi e gli strumentisti che lo accompagnano. Guy, sprezzante della pioggia comunque ancora moderata, ha eseguito una versione di "Tonight again", oltre ad altre tre canzoni del suo repertorio. 



Dopo questa esibizione, il doveroso omaggio a Udo Jürgens, con un filmato commemorativo e con i ricordi di chi ha diviso con lui tanti anni di lavoro e successi. In bella mostra anche i numerosi riconoscimenti vinti durante la sua carriera.

Quando è uscita sul palco Lisa Angell la pioggia era ormai scrosciante, ma lei non se n'è curata più di tanto. Ha iniziato la sua prima esibizione, un medley fra "Poupée de cire, poupée de son" e "Ne partez pas sans moi" sotto le gocce incessanti, fino a che un gentile inserviente non è arrivato a tenerle un ombrello sulla testa. Secondo pezzo "The greatest love of all", per finire con "N'oubliez pas". Esibizione tecnicamente perfetta e con molto pathos, acclamata dal pubblico.




Anche gli Electro Velvet hanno dovuto cantare e ballare sotto la pioggia, insieme ai loro ballerini. Graziosi e spiritosi nella loro "Still in love with you", ancora più swinganti in un classico, "The lady is a tramp", a completamento del personaggio.




Ann Sophie, invece, non ha partecipato, lasciando al suo preview video il compito di ricordare la sua canzone al pubblico. Sembra che la cantante sia malata, cosa comune a molti in questa settimana a Vienna, e sicuramente una performance al vento freddo e alla pioggia non avrebbe oltremodo giovato alla sua voce, compromettendo, forse, la partecipazione di Sabato.

Questo è anche il motivo per il quale i ragazzi de Il Volo hanno eseguito solo "Grande amore". Vogliono, giustamente, risparmiare la voce. Non avrebbero, però, dovuto preoccuparsi per la pioggia, visto che è bastata la loro apparizione a farla smettere quasi definitivamente. Come al solito, la loro esibizione ha ricevuto un'ovazione da parte del pubblico presente.



Ultima a cantare Edurne, che si è presentata con le spalle coperte ma con un generoso spacco, e che si è unita alla scuola di coloro che hanno preferito risparmiarsi, eseguendo solo la sua "Amanecer". E' bastata, comunque, per ricevere l'accoglienza entusiasta dal pubblico presente e soprattutto dagli spagnoli, che, sappiamo, possono essere inarrivabili in quanto a sostegno del proprio rappresentante. Che comunque, in questo caso, merita. 
    

mercoledì 20 maggio 2015

Il Volo, seconda prova e seconda conferenza stampa



Secondo set di prove, questa mattina, per Il Volo. Grande interesse, come sempre, da parte della stampa, che ha gremito il parterre dell'Arena.

Rispetto alla prima prova, lo sfondo è stato alleggerito togliendo qualche elemento architettonico. Vengono inoltre provati dei giochi di colore diversi. I ragazzi cantano come sempre senza pecche, ma, saggiamente, risparmiano ancora la voce per l'esibizione più importante.

A seguire, è iniziata la conferenza stampa. Prima dell'ingresso della delegazione, è stata mostrata la nostra cartolina, che ci è apparsa molto più interessante e divertente di quanto non sembrasse dal poco che era trapelato finora. I ragazzi vengono coinvolti in una partita di basket con una squadra di giovani con disabilità. Una volta entrati, hanno raccontato di avere passato solo due ore a Vienna per girarla, e di essersi divertiti moltissimo, tanto che domani passeranno a salutare i ragazzi. Hanno anche sottolineato che si tratta di un grande esempio per tutti coloro che non si arrendono e che affrontano la vita con grinta.

Riguardo alle prove, hanno commentato che ci stanno ancora lavorando, come è normale che sia. Sono abbastanza stanchi, comprensibilmente, ma anche contenti di come tutto sta andando.

E' arrivata poi l'estrazione della collocazione in finale: Gianluca, supportato dagli altri, ha avuto una fortuna sfacciata, estraendo uno dei pochissimi "Second half" ancora rimasti dopo le estrazioni di ieri sera. Si è detto "felice come quando mangia Nutella". Nell'euforia, Ignazio ha anche salutato da lontano l'ormai celebre "Céline Dion", la moderatrice della prima conferenza.




Sono iniziate poi le domande dei giornalisti. OGAE Italy, partendo dalle fantastiche scarpe verdi e nere indossate ieri da Piero, ha chiesto se, fra di loro, si diano consigli e si critichino, non solo sul look. I ragazzi hanno risposto che, naturalmente, fra di loro si parlano e si confrontano, perché un gruppo non può essere una realtà in cui ognuno pensa per se, ma deve comportare uno scambio di idee.

E' stato poi sottolineato che gli italiani hanno la fama di spezzacuori ma anche di mammoni. Ignazio ha commentato che bisognerebbe chiedere a sua madre, mentre Gianluca ha detto che, quando sei via da casa per sei mesi, la famiglia ti manca certamente. Ancora Ignazio ha fatto notare che tutti i teenager hanno conflitti con i genitori, ma che poi, quando si è obbligati ad allontanarsi da casa, si capisce quanto la famiglia sia importante e quanto sostegno possa dare.

Da Malta è arrivata la domanda sulle differenze fra Sanremo, con l'orchestra, e l'Eurovision Song Contest, su base. Piero è stato d'accordo nel dire che, per il loro genere musicale, l'orchestra è molto più adeguata, ma il palco e l'allestimento che si possono trovare all'Eurovision sono sicuramente molto coinvolgenti ed emozionanti, quindi ciascuna delle due esperienze ha portato loro qualcosa.

Non poteva mancare una domanda riguardante la loro esperienza con Barbra Streisand. Hanno saputo della mail del management di Barbra dopo una conferenza stampa, e ne sono stati sorpresi e felici. La prima volta che hanno cantato con lei, a Filadelfia, era il 4 Ottobre, il giorno del compleanno di Ignazio. Di lei pensano che sia una persona che fa tutto in modo perfetto, e per loro è stata una grande scuola, ha dato loro molti consigli.

Gianluca ha poi ricordato, per chiudere la conferenza, che loro hanno pubblicato il primo album quattro anni fa, e hanno lavorato per molto tempo in America del Nord e del Sud prima di arrivare in Europa. Bisogna anche sottolineare che è la prima volta che tre giovani cantano questo tipo di musica, e sicuramente anche per l'Eurovision Song Contest.

Alla fine, l'usuale calca di fotografi ha reso difficilissimo anche un semplice selfie con i ragazzi. Se si parla di interesse e popolarità, il nostro Eurovision l'abbiamo già vinto.   

Un'intervista... al Volo!



Ragazzi, ci sono volute ore di fila, e abbiamo avuto prima di noi ben ventuno testate di vario genere, tutte ansiose di intervistare i favoriti. Ma ne è valsa la pena, e possiamo presentarvi la nostra intervista ai ragazzi del Volo.

Come potrete notare, si sono molto interessati alla fanzine di OGAE International, Eurosong News. Una curiosità: due di loro, Gianluca e Ignazio, nell'aprirla casualmente, sono capitati sulla pagina della Svezia, provocando gli scongiuri della presidente. Solo Piero ha aperto a quella della Bielorussia, che ieri sera non ha passato la semifinale. Segni del destino?

Vedremo! Intanto ecco l'intervista.

La conferenza stampa dei finalisti di stasera





La semifinale è sempre un grosso ostacolo, chi lo supera non può che esprimere gioia vera, e questa è stata la reazione dei dieci finalisti della prima semifinale.

In conferenza stampa parlano nello stesso ordine con cui sono stati annunciati: comincia Elhaida Dani, che rappresenta l'Albania ma sentiamo anche un po' "nostra". L'emozione è stata tanta, sperava nella finale ma non si sa mai cosa aspettarsi. Alla domanda sul cambio canzone da "Diell" a "I'm alive" ammette l'imbarazzo nel aver dovuto fare tutto di fretta, ma il risultato ripaga di tutto.

L'Armenia sottolinea il messaggio di "Building Bridges" in una sola canzone, visto che il gruppo Genealogy porta sul palco interpreti di origine armena dai cinque continenti: il messaggio di pace e amore è per tutti.

La Russia è una delle più applaudite, Polina Gagarina è commossa e paragona l'emozione di stasera a quella per la nascita del figlio. Le chiedono dei diritti della comunità LGBT nel suo paese e lei saggiamente risponde l'amore ha un solo linguaggio.

I Voltaj hanno un messaggio importante, quello di non lasciare i figli da soli a casa per andare a lavorare all'estero, come succede a molti in Romania, ma non solo. Alla domanda su quale artista famoso vorrebbero li chiamasse per una collaborazione, rispondono senza esitazione Bono degli U2.

Poi tocca a Boggie per l'Ungheria, il suo messaggio di pace è piaciuto, e nonostante fosse in scaletta dopo la Serbia, una delle preferite dal pubblico, ha trovato la fiducia per esprimerlo al meglio.

Maria Elena per la Grecia deve rispondere a domande sulla crisi del suo paese, questo passaggio in finale è molto importante per tutto il paese.

Gli estoni non deludone le attese, "Goodbye to yesterday" darà del filo da torcere a molte, in conferenza si parla molto del legame tra Estonia e Finlandia (invece eliminata), legame che potrebbe realizzarsi anche con un tunnel sottomarino tra Tallinn ed Hlesinki, un altro modo di interpretare il motto "Building Bridges".

Nina Sublatti, la "guerriera" georgiana sentiva tutto il paese con sé, la Georgia è un paese che da sempre deve lottare per conquistare un suo spazio.

Si arriva alla Serbia, come detto accolta da un'ovazione dal pubblico della Wiener Stadthalle ma anche dalla sala stampa, lei ringrazia. La nostra presidente domanda se Marija Serifovic, la vincitrice del 2007, presente con lei a Vienna, le abbia dato dei suggerimenti. In quel momento si sente "Sì, l'ho fatto!" e poi "Sono qui!", e Marija agita la mano salutando la nostra presidente. Bojana, poi, risponde che le ha consigliato semplicemente di essere se stessa e di divertirsi.   
 
Chiude Loic Nottet per il Belgio, anche qui il motto "Building Bridges" dà lo spunto a una domanda sui rapporti tra fiamminghi e valloni. Loic risponde che tutto il paese era con lui stasera, e l'Eurovision aiuta proprio a costruire questi "ponti".







Prima semifinale: conferme e sorprese



Si è conclusa da poco la prima semifinale dell'Eurovision Song Contest alla Stadthalle di Vienna, fra risultati attesi e inaspettati e un turbinio di note e parole. Rimarchevole la particolare celerità con la quale si è svolta la serata, in pratica priva di interval act e caratterizzata da un ritmo molto sostenuto.

L'apertura è stata ovviamente affidata a un'ottima Conchita Wurst, che, sulle note della sua "Rise like a phoenix", ha preso possesso del suo regno, in questo caso la Green Room. Dopo la sua esibizione, le tre presentatrici hanno aperto la gara in modo dinamico e senza perdersi in troppe chiacchiere.

La prima esibizione è stata quella di Eduard Romanyuta, rappresentante della Moldavia. Con l'ormai famoso look "braccato dalla polizia", Eduard si è mosso su di una struttura che ha consentito a lui e ai ballerini un'esibizione molto dinamica. Purtroppo per lui, questo non gli è valso il passaggio in finale.

Esibizione al secondo posto, ma in questo caso per niente sfortunata, per i Genealogy. La loro esibizione, come sempre molto emozionale, si è svolta in una foresta virtuale, ed è stata vocalmente impeccabile. L'Armenia, come era facilmente prevedibile, va tranquillamente in finale.

Originalissimo e decisamente staccato dal resto il belga Loïc Nottet. Un gioco di bianco e nero, mosse decise a scatti, un pezzo moderno e deciso. Aggiungete la voce di colore chiaro e preciso di  Loïc, e il risultato è semplice: Belgio in finale.

In quarta posizione l'esibizione dei Paesi Bassi. Trijntje Oosterhuis sceglie una coreografia semplice e un vestito nero, con l'unica particolarità di una veletta che viene sollevata all'inizio della canzone. Il pezzo è accattivante, ma purtroppo non basta: le speranze che gli olandesi (e non solo) avevano riposto in Ttijntje vengono deluse. Niente finale per i Paesi Bassi.

Spazio, poi, alla canzone più corta della storia dell'Eurovision Song Contest. La Finlandia, con i PKN, porta per la prima volta il punk rock su questo palcoscenico. L'esibizione è energica e scuote letteralmente l'arena, che però conferma ancora una volta di non essere un termometro affidabile: non riascolteremo la canzone Sabato prossimo.

Canta poi Maria Elena Kyriakou per la Grecia. Molto Céline Dion, presenta una ballata classica con poche sorprese ma eseguita anche con ottima voce, con pianoforte in scena. Una combinazione sempre sicura: infatti la Grecia passa in finale senza colpo ferire.

Arriviamo a una delle favorite di quest'anno, l'Estonia. Si inizia con la luce solo su di lui, con lei che esce dall'ombra solo al momento di cantare. Indubbiamente una performance che ricorda molto i Paesi Bassi dello scorso anno, ma con qualche differenza, come le inquadrature con i primi piani sfalsati e il finale con l'uscita di scena di lui, che lascia la compagna a cantare da sola sul palco. Un'idea che porterà loro punti: intanto li porta in finale.

Un letto di foglie proiettato sul palco accoglie Danijel Kajmakoski e i M.E.R.J. Il cantante si presenta in impermeabile per intonarsi alla canzone, che viene eseguita con entusiasmo e in modo coinvolgente. Un vero peccato che il televoto e le giurie non recepiscano e neghino la finale alla Macedonia.

Arriva poi l'esplosione di energia e colore della Serbia. Bojana Stamenov è accompagnata da ballerini che, dapprima vestiti di bianco come lei, al momento di scatenarsi a ritmo di dance rivelano abiti ben più variopinti. L'arena è conquistata, il pubblico a casa pure: finale.

In contrasto con la precedente esibizione, Boggie si presenta con la sua lieve filastrocca per la pace, in un'ambientazione bucolica che trasmette senso di tranquillità e riflessione. Il messaggio deve essere andato a segno, visto che l'Ungheria guadagna, a sorpresa, la finale.

Ottima esibizione anche per la Bielorussia. Uzari e Maimuna si muovono quasi in una nuvola, girandosi intorno e alternandosi. Non c'è grande spettacolo ma indubbiamente l'esecuzione è ottima. Non basta, però, per raggiungere la finale.

Scontato il passaggio in finale della Russia, con Polina Gagarina e il suo vestito bianco con gonna e strascico illuminati. La ballata è classica e sicuramente tale da soddisfare gli amanti della canzone tradizionale, la voce semplicemente non si discute.

I danesi Anti Social Media scelgono un'ambientazione anni 50-60 in tema con il genere della loro canzone, che comunque a noi sembra più Oasis che Beatles. L'insieme è coinvolgente e spensierato

Terzultima a salire sul palco, Elhaida Dani ha rappresentato l'Albania e un poco l'Italia. "I am alive" è una canzone che richiede una voce dalla grande estensione e che poche cantanti si possono permettere. La presentazione semplicissima, basata solo sulle luci, non sembra facilitare il compito di Elhaida, ma alla fine la classifica la premia con la promozione,

I Voltaj si affidano a immagini in bianco e nero tratte dal loro ormai famoso video, oltre che alla loro splendida musica e alla voce del cantante, sempre di alto livello. Musica, testo, messaggio funzionano: la Romania passa in finale, e non è un caso. E neppure solo merito degli emigrati.

Chiude la gara la Georgia di Nina Sublati. Sola sul palco (le coriste sono nascoste) esegue il suo pezzo d'effetto con il solo aiuto di un gioco di luci e di uno sfondo astratto. La formula piace, e la "dark lady" si ritrova tranquillamente in finale.

Nessun interval act, solo alcuni filmati: gli austriaci celebri, gli australiani all'Eurovision, un cane, un gatto e un cavallo a giro per Vienna. Chi legge apprezza, non essendo grande fan degli interval act, ma sono gusti personali. Anche l'annuncio dei risultati senza suspence non è risultato gradito a tutti. Ma anche queste sono opinioni. 



    

martedì 19 maggio 2015

La prima volta di Conchita


Finalmente l'attesa è finita. Oggi è stato pubblicato il primo album di Conchita Wurst dal titolo "Conchita".

Dopo la sua spettacolare vittoria all'Eurovision Song Contest 2014, ci si sarebbe subito aspettata la pubblicazione di un album per consolidare il successo ottenuto in tutto il mondo. Ma Conchita ha preferito aspettare e lavorare professionalmente alla realizzazione di un prodotto di qualità.

Il cd, pubblicato dalla Sony, contiene 12 brani fra i quali "Rise like a phoenix", canzone vincitrice dell'Eurovision 2014, "Heroes", cantata al festival di Sanremo 2015, e il nuovo singolo "You are unstoppable".

Ovviamente il cd sarà disponibile nei negozi italiani e, per il download, nei vari digital stores online nella sua versione originale e in una speciale limited edition digipack.

Di seguito il video del nuovo singolo "You are unstoppable" presentato con le parole della stessa cantante: "Questa canzone è per tutti quelli che non si arrendono. Dedico questo brano a tutti coloro che condividono l'amore e il rispetto dei loro cuori con il mondo intero".